IN EVIDENZA

CORONAVIRUS | Il virus si chiama Covid-19, ecco perchè

Coronavirus o Covid-19? Guida ai termini usati per descrivere l’emergenza sanitaria. Un po’ di chiarezza sui termini usati per descriver...


Visualizzazione post con etichetta LIGURIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LIGURIA. Mostra tutti i post

venerdì 28 ottobre 2022

Arenzano - Galleria Pizzo non chiude più in caso di Allerta Gialla


In caso di allerta gialla, la Statale Aurelia ad Arenzano non dovrà più essere chiusa

Grazie all’avvio dei lavori di messa in sicurezza della parete, entro l’inizio della seconda settimana di novembre l’ordinanza di chiusura di questo tratto in caso di allerta sarà revocata.

Con questo intervento, insieme ad Anas, diamo una prima importante risposta ai cittadini di Arenzano che dal 2016, quando una porzione della collina sopra la strada si era staccata, patiscono un disagio notevole.”  Così scrive su Facebook il presidente della regione Liguria Giovanni Toti dopo un sopralluogo in località Pizzo, nel Comune di Arenzano, con l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone in occasione dell'avvio dei lavori di messa in sicurezza della parte a monte della statale Aurelia.

Presenti la responsabile Anas Liguria Barbara Di Franco e il sindaco di Arenzano Francesco Silvestrini. L'intervento, un investimento di 2.950.000 euro da parte di Anas, consentirà la messa in sicurezza dei punti più critici attraverso l'installazione di reti armate e barriere paramassi. È inoltre previsto un ulteriore investimento di circa 200 mila euro per la manutenzione delle pareti in località Vesima.


Fonte (Telenord)

giovedì 26 marzo 2020

COVID19 | Ospedale Villa Scassi al collasso, i pazienti vengono lasciati morire

La spaventosa testimonianza di due medici genovesi in primissima linea: "Non ci sono cure per tutti, salviamo solo i più giovani. Non eravamo preparati, questa è una malattia da fantascienza"

Da quanto pubblicato da Genova24.it, i pazienti vengono lasciati morire nei corridoi del pronto soccorso con polmoniti terribili perché non ci sono abbastanza supporti respiratori per tutti. Cadaveri abbandonati sulle barelle senza dignità e lontani dai parenti. Personale sanitario che si ammala e rientra al lavoro senza aver mai eseguito un tampone. E una lunghissima serie di errori di valutazione in partenza che adesso non sono più recuperabili. Non siamo a Codogno e nemmeno in una qualsiasi trincea della Lombardia epicentro del disastro coronavirus. Siamo a Genova, all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Dove “se hai più di settant’anni, o sei fortunato e ti riprendi, oppure probabilmente muori”.


A parlare sono due medici, uno del pronto soccorso e uno della rianimazione. Due medici che, per ora, vogliono mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni. Hanno gli occhi stanchi e il fiato corto di chi ha visto la guerra a casa propria. Del resto loro la chiamano così, senza tanti giri di parole: guerra. Combattuta senz’armi e senza aver valutato il potere del nemico, che è subdolo ma preciso nella sua letalità. Quello che potete sentire nel video è il messaggio vocale di un terzo medico che descrive la notte in pronto soccorso tra il 22 e il 23 marzo: “Un disastro, la gente muore a fiotti, non abbiamo più niente. Chi non ha speranza lo lasciamo morire”. È un buon punto da cui partire per questo viaggio all’inferno in cui lasceremo parlare solo i nostri testimoni.


Una malattia mai vista prima: in sei ore si passa dalla vita alla morte. “Questo è un paziente fantascientifico che ha un’evoluzione incredibile, che nessuno di noi poteva immaginarsi. Vedi persone che magari giocano col cellulare, e dopo un minuto le intubi. Vedi persone che non stanno così male, ma quando fai un’emogasanalisi – un prelievo che ti dà un’idea della funzionalità respiratoria – hai di fronte valori terrificanti. Ho visto almeno tre persone intubate che poco prima telefonavano a qualcuno. Succede nel giro di sei ore, a volte anche meno, dipende dall’evoluzione della malattia. Questo non è un tipo di paziente che siamo abituati a trattare. È un paziente nuovo, è un tipo di polmonite che non abbiamo mai visto. Può essere paragonata a un’influenza finché va bene. Non tutti finiscono intubati o morti, ma noi in media ne vediamo due gravi ogni giorno. L’unica cosa buona è che ormai è una malattia molto standardizzata. I pazienti sono tutti identici, hanno tutti le stesse anomalie biochimiche, divise in base a fenotipi”.


Scegliere chi curare e chi lasciar morire. “Prima che il Governo desse il giro di vite sulla zona rossa, le riviere erano piene di turisti da tutte le parti. Il giorno dopo è arrivata una fiumana di gente ammalata. È scoppiato il finimondo. Il 20 marzo noi abbiamo terminato la possibilità di fornire standard di cura minimamente accettabili. Si fa quello che si può. Se hai 70 anni e finisci in ospedale, o sei fortunato e sopravvivi, o altrimenti sei destinato a morire. Punto. I farmaci ci sono, ma il supporto ventilatorio per i pazienti non possiamo più garantirlo. Quando le cure normali non funzionano più, secondo i criteri scientificamente validati, dovresti iniziare le terapie non invasive, con le maschere Boussignac che piagano il viso, oppure col casco, che è più confortevole. Ma noi non abbiamo più i flussimetri, le colonnine che servono a dare aria e ossigeno miscelati, in pratica il carburatore dei caschi. In totale ce ne sono una decina in tutto l’ospedale, a spanne.


Come in guerra: si salva solo chi può ancora combattere. “Racconto un episodio: la notte del 22 in pronto soccorso si trova per miracolo un attacco a muro per la maschera. In accordo con l’anestesista lo abbiamo tolto dalle mani di un collega più giovane che lo stava mettendo a un 91enne. Dobbiamo preservare chi ha più chance di sopravvivenza. Ma se la maschera la metti a una donna di 62 anni, questa non risponde alle cure e c’è un solo posto in terapia intensiva con una di 47 anni ancora più grave, allora chi scegli di intubare? Queste non sono linee guida, è buonsenso, è medicina di guerra. La distribuzione delle risorse è quella che faresti in un campo profughi. Le cure intensive vengono riservate a chi ha la riserva biologica per poter affrontare un trauma. È una terapia violenta, puoi anche morire se non hai la stoffa per resistere a queste cure. Ma noi abbiamo abbassato troppo questa soglia, perché non ci sono più posti. Usiamo respiratori normali da sala operatoria per le postazioni di terapia intensiva. Si vive sistematicamente così. In questo modo i pazienti vengono curati troppo tardi. Più tardivo è l’intervento intensivo, più è difficile la loro gestione”.


Gli errori di valutazione prima della catastrofe. “Quando è arrivato il primo caso a Codogno, quello era il momento in cui dovevano chiudere tutto. Capisco che tremassero i polsi a fermare la Lombardia che è il motore d’Italia. Ma fare una zona rossa solo lì è stato da folli. Dovevamo pensare allora a cosa avremmo fatto all’indomani, a organizzare i reparti. Invece è esplosa l’epidemia e per tre giorni è stato il marasma completo. Al pronto soccorso negli stessi locali c’erano tutti senza distinzione, il paziente con l’infarto e quello vicino con la polmonite interstiziale. Poi si sono organizzati i percorsi. A inizio marzo una donna abbastanza giovane, arrivata intorno alle tre del pomeriggio, con valori accettabili, evidenzia polmonite interstiziale bilaterale. Alle dieci di sera il rianimatore scende di corsa e la intuba, allora chiamiamo gli infettivologi e poniamo il problema: facciamo il tampone? Loro rispondono, come sempre in quel periodo: non si può, bisogna rispettare i criteri epidemiologici del ministero. Nello stesso periodo in Emilia Romagna facevano il tampone a tutti i pazienti con polmoniti interstiziali”.


In prima linea, allo sbaraglio. “Le mascherine FFP3 sono finite il 16 marzo, ora abbiamo solo le FFP2. Quando devo fare un tampone metto una visiera e vado in apnea. Al pronto soccorso, da linee guida, si dovrebbero fare 12 ricambi d’aria all’ora, ma noi non abbiamo nemmeno le finestre. Altro che contatto col coronavirus, lì dentro è un brodo di aerosol, in un turno di lavoro te lo prendi di sicuro. Ho fatto trasporti in ambulanza con un camice di tela, sembravo Batman. Quando vedi la gente così hai paura di morire, paura vera e propria allo stato puro. Andiamo avanti grazie alle donazioni dei comitati. Ma perché loro riescono ad acquistare le tute e le protezioni? Perché sono riusciti a trovarle mentre i politici dicono che non ce ne sono? Ci sentiamo presi in giro. E non ce ne frega niente se è un problema di costi”.


Contagiosi senza saperlo. “Il tampone funziona così: se sei un calciatore, la fidanzata di un calciatore o un politico, il tampone te lo fanno e in poche ore hai il risultato da pubblicizzare. Se sei un primario o un membro della direzione sanitaria lo ottieni in un tempo abbastanza celere. Se sei un normale medico o infermiere e ti senti male a casa, ti mandano qualcuno e devi aspettare. Abbiamo colleghi che hanno avuto una polmonite bilaterale documentata a livello radiologico, non hanno mai fatto il tampone e sono tornati a lavorare. Il problema è che, se risultiamo positivi, devono lasciarci a casa. E a quel punto chi va a lavorare? Non c’è più nessuno. Siamo già in pochi. Non tutti i medici poi si prestano a stare in quella mattanza che è il pronto soccorso, ci sono colleghi che non ci hanno mai messo piede”.


La perdita della dignità. “Questi sono pazienti isolati. Il nostro è un castello chiuso. Entri lì dentro e non vedi più un parente. Se muori, muori da solo, sarai cremato e i parenti non potranno assistere. È veramente terribile. Non sono morti, sono sparizioni. Abbiamo telefoni che squillano in continuazione per le chiamate dei parenti che vogliono sapere qualcosa. È pesantissimo anche per noi. Spesso si muore da soli su una barella, nella calca. Ci è capitato di passare davanti ad anziani morti nei corridoi, scomodi, abbandonati. Abbiamo spinto barelle con sopra i morti. Questa è una malattia che cannibalizza gli ospedali e anche le nostre menti. Spesso vai a casa e non te la togli. Ogni volta che sento un’ambulanza mi viene male, mi viene l’ansia, ho attacchi di panico e mi manca il respiro. Che cosa sono secondo voi? Sono tutti pazienti Covid-19 che arrivano, arrivano, arrivano, e vanno tutti da noi in ospedale”.


La denuncia di un sistema da cambiare. “Il malessere di oggi parte da molti decenni fa. Il nostro sistema sanitario nazionale era uno dei migliori al mondo, gratuito e universale per tutti. Quello che sta succedendo ci sta facendo vedere che c’è un cancro nel sistema. Questo è solo il colpo di grazia. Ci siamo sentiti raccontare la favoletta del territorio. La verità è che sono stati tagliati tanti posti letto. Si dovevano tagliare i costi per risparmiare e si è pubblicizzata una ridistribuzione di risorse che non ci sono. Sarebbe stato più onesto dire che il sacrificio dovevamo farlo tutti”.

mercoledì 11 marzo 2020

SAVONA - A giocare a calcetto oppure a casa di amici nonostante il decreto: 16 denunciati in provincia di Savona

I carabinieri hanno sanzionato due gruppi di ragazzi a Carcare e Quiliano.

Sedici persone denunciate dai carabinieri, per aver giocato a calcetto (a Quiliano) oppure essere andate a cena a casa di amici (a Carcare). Sono le prime sanzioni rese pubbliche in provincia di Savona per violazione del decreto del Governo sul Coronavirus.


I carabinieri infatti, oltre alle normali attività, hanno effettuato diversi controlli su tutto il territorio della provincia savonese volti ad accertare le reali motivazioni di circolazione della popolazione. E ieri sera sono scattate le prime denunce. Nel mirino dei militari sono finiti un gruppo di ragazzi di Quiliano, che ieri sera verso le 22 erano intenti a giocare una partita di calcetto all’interno del campo pubblico, e alcuni giovani di Carcare sorpresi alle 3 di notte in auto mentre rientravano da una cena a casa di amici.

I controlli, in stretto coordinamento con le altre forze di Polizia, proseguiranno anche nei prossimi giorni al fine di far rispettare le disposizioni in materia.


Ricordiamo che il decreto consente alle persone di circolare solamente per quattro motivazioni: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Per documentarlo è necessario presentare una autocertificazione (scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno ma valida anche se scritta a mano o compilata alla presenza dei militari) che attesti appunto uno dei suddetti casi.

Coronavirus | CULMV ferma il terminal di Voltri per mancanza dispositivi contenimento virus

Da poco si è fermato il terminal di Voltri, la Compagnia Unica richiede presidi sanitari e sanificazione dei mezzi operativi prima di riprendere il regolare svolgimento del lavoro.

Coronavirus Ancona | Altra Idea di Città: «Tutelare i lavoratori e chiudere Fincantieri»

Sembra siano giustamente preoccupati per la mancanza di misure di protezione per i lavoratori pensando anche al fatto che giornalmente più di 2000 camion fanno accesso al terminal.
Pensiamo alla situazione del porto con specifica attenzione alla banchina e tutta la zona operativa dove attualmente non sono garantite le norme di sicurezza emanate dal governo, tra cui le distanze delle postazioni di lavoro e la sanificazione dei mezzi ad ogni cambio operatore.



I rappresentanti sindacali di VTE-PSA sottolineano con un comunicato che dovranno essere assunti i provvedimenti necessari per tutelare la salute dei lavoratori, tra cui la pulizia e sanificazioni dei mezzi e tutte quelle aree in cui si svolge attività lavorativa. 

Fino a quando non saranno garantiti gli standard di sicurezza, salvaguardando così la salute, il terminal non riprenderà le operazioni.



- Articolo in aggiornamento -


martedì 10 marzo 2020

Coronavirus - Cancellate tutte le crociere Costa nel Mediterraneo, rientro immediato dei passeggeri

Coronavirus, Costa Crociere annulla tutti i viaggi nel Mediterraneo fino al 3 aprile
Il decreto del Governo vieta gli spostamenti per andare in vacanza, le navi faranno solo sbarcare i croceristi.

Genova. Costa Crociere annulla di fatto tutte le crociere nel Mar Mediterraneo fino al 3 aprile per effetto del decreto del Governo che vieta gli spostamenti a causa del coronavirus. Lo comunica la compagnia: “Le crociere attualmente in corso faranno scalo nei porti italiani solo per consentire agli ospiti di sbarcare e rientrare a casa, senza escursioni o nuovi imbarchi”.


Una misura che fa seguito a quella di Msc che ha deciso di annullare il viaggio di Opera, tornata oggi a Genova dopo il caso del passeggero a bordo risultato positivo al coronavirus dopo lo sbarco. A impedire le partenze sono proprio le disposizioni che impediscono di muoversi salvo ragioni di lavoro o assoluta necessità, e quindi incompatibili coi flussi turistici. A marzo erano previste due toccate della Costa Pacifica a Genova, il 23 e il 27 del mese.


“Come compagnia italiana e unico operatore di crociere battente bandiera italiana, il nostro impegno è quello di garantire il massimo supporto alle autorità e alla comunità italiane in questo sforzo straordinario per affrontare l’attuale situazione di emergenza” – ha dichiarato Neil Palomba, Direttore Generale di Costa Crociere.


La compagnia “sta provvedendo a informare gli ospiti interessati, offrendo loro un credito per una futura crociera, in modo che possano godere delle loro vacanze a bordo in un secondo momento”. Nei giorni scorsi Costa Crociere aveva già cancellato le prenotazioni di ospiti italiani in partenza per crociere al di fuori del Mediterraneo, nel tentativo di contenere i rischi e applicare le misure specifiche emanate dal governo italiano.

Coronavirus, tutti in fila a Principe e Brignole per i controlli della Polizia sull’autocertificazione

Genova. Passeggeri in fila nelle stazioni di Principe e Brignole nonostante il numero di viaggiatori sensibilmente diminuito per i controlli effettuati dalla Polfer dopo l’emanazione del decreto del presidente Conte sulla cosiddetta zona protetta, decreto che vieta di spostarsi tra Comuni senza un’autocertificazione con cui i viaggiatori spiegano la ragione dello spostamento che può essere unicamente per ragioni lavorative, di necessità (come l’assistenza a un parente) o di salute.

L’accesso nelle stazioni è filtrato dalla polizia che fa accedere i viaggiatori rispettando una certa distanza dopo i controlli sul possesso del documento richiesto dal decreto del Governo.

“A me hanno chiesto se lavoro in centro, il documento, l’abbonamento e l’autocertificazione – spiega l’ex consigliere comunale Paolo Gozzi – che io avevo stampato e portato con me, per cui ho fatto presto, ma ho visto altri che ci mettevano più tempo forse proprio a causa della mancata autocertificazione”.

Per chi l’autocertificazione non ce l’ha infatti sono stati predisposti appositi banchi dalla Polfer in cui i cittadini possono compilare il foglio per poi passare il controllo.

Il consiglio quindi è di munirsene precedentemente per accelerare i tempi


Coronavirus, chiusura totale alle 18 per bar, ristoranti, gelaterie e pizzerie d'asporto.

Centri commerciali chiusi nei fine settimana, eccezione per farmacie e punti di vendita alimentari di prima necessità.

Genova. Tutta l’Italia, Liguria compresa, sotto il coprifuoco. “Zona protetta” l’ha chiamata il premier Conte. E così le misure che si applicavano alla Lombardia e ad altre 14 province della cosiddetta zona rossa sono estese da questa mattina a tutto il Paese.

Il decreto introduce un arco orario di apertura consentita a servizi di ristorazione, bar, caffetterie, gelaterie e pizzerie d'asporto dalle ore 6 alle ore 18, sempre che il gestore sia in grado di rispettare “l’obbligo” di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale nei locali, con la sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. È disposta, inoltre, la sospensione degli esami per la patente di guida.


Escluse dal divieto farmacie e parafarmacie. Chiuse palestre e piscine e tutte le manifestazioni sportive.

Chiuse anche spa e centri benessere. I centri commerciali dovranno essere chiusi ma solo nel week end, ad eccezione dei supermercati. Le altre attività commerciali diverse dalla ristorazione e somministrazione di cibi e bevande quali negozi di vestiti, fiorai, casalinghi, potranno rimanere aperte a condizione che riescano a garantire la distanza di un metro fra i clienti.

Chiusi invece i musei, centri culturali e le stazioni sciistiche, i teatri, i cinema. Sospesi anche i concorsi.


Divieto assoluto di assembramento anche all’aperto. La stretta sul Paese sembra derivare da un lato dal numero in crescita di contagi e dall’altro dall’oggettivo mancato senso di responsabilità da parte degli italiani in queste difficili giornate: basti pensare alle folle di giovani che affollavano a Genova i luoghi della movida, alle spiagge affollate che sono state immortalate nella soleggiata domenica della riviera ligure.

lunedì 17 settembre 2018

PORTI - Arrivate al VTE 21 nuove gru di piazzale elettriche a controllo remoto.

Genova - 30 milioni per ventuno nuovi mezzi da rimpiazzare a quelli diesel: sono stati costruiti da Zpmc.

Genova - Il Terminal Vte ha ricevuto lunedì mattina le nuove gru gommate elettriche. I nuovi modelli sono 21 e sono arrivati via nave, così da poter rimpiazzare le vecchie gru di piazzale diesel. L’elettrificazione del piazzale è un progetto recentemente entrato a regime. Prodotte dalla Zpmc, le gru elettriche entreranno in funzione nel gennaio 2019.


Il Terminal di Voltri prosegue la sua sfida per associare l’efficienza operativa alla sostenibilità ambientale. Un nuovo progetto prevede, infatti, la sostituzione delle vecchie gru di piazzale diesel con nuovi modelli elettrici.

L’elettrificazione del piazzale è un progetto recentemente entrato a regime con i lavori di potenziamento delle cabine elettriche e le prime installazioni di prese APS da 6 kilovolt, che serviranno ad alimentare 21 nuove gru gommate elettriche.


La gru elettrica funziona in modo analogo a un’automobilina filo guidata. La corrente elettrica e il collegamento alla rete informatica del Terminal viaggiano su un cavo che si arrotala e srotola in accordo con i movimenti operativi.

In particolare, il collegamento al TOS, il sistema informatico centrale del Terminal, permetterà, in una seconda fase, un importante sviluppo: la guida da remoto. In questo modo, i gruisti potranno operare le gru direttamente da una sala controllo con un notevole miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’efficienza operativa.


I vantaggi di questa operazione sono evidenti non soltanto a livello operativo, ma anche a livello di sostenibilità  ambientale. Sostituendo il diesel con l’elettricità, è prevista una riduzione drastica delle emissioni acustiche e di anidride carbonica, con ripercussioni positive sia per i lavoratori del Terminal che per il territorio circostante.



domenica 19 agosto 2018

GENOVA - "C'è il video del ponte Morandi che crolla! Condividilo!" Il filmato che ha scosso i social

GENOVA - Sono state 30mila le condivisioni e circa 80mila le visualizzazioni sui social prima che il video venisse rimosso per una seconda volta. Si tratta di un falso creato ad hoc da un certo Giuseppe Giusel Scalas a cui è stato chiuso il profilo Facebook proprio in nottata.

FATE ATTENZIONE - VIDEO FALSO
Nelle ultime ore è stato diffuso un video che immortalerebbe il momento esatto del crollo del viadotto Morandi di Genova.

Alcuni dei fotogrammi del suddetto video sono quelli allegati a questo articolo, abbiamo deciso di non ripubblicare l'intero filmato per evitare ulteriori condivisioni virali.

Fotogrammi del video falso


In molti sono stati tratti in inganno, sono state infatti più di 30mila le condivisioni e circa 80mila le visualizzazioni sui social prima che il video venisse rimosso insieme all'account dell'autore.
Il video, della durata di 1 minuto e 15 secondi, mostrerebbe un filmato trasmesso da un cellulare dove il viadotto Morandi collasserebbe su se stesso in poco meno di tre secondi. Ad un occhio poco attento le immagini, vista anche la mole di condivisioni, ha suscitato negli utenti del web un grande clamore, cosa che purtroppo fa discutere da tempo.

Soffermandosi un po' più a lungo a guardare il filmato, abbiamo notato che le incongruenze sono davvero molte ma che comunque "la ricostruzione" del crollo non è fatta di certo con un lavoro di editing video da 10 minuti ma di almeno qualche ora.


Partiamo dal fatto che non è un filmato "pulito" ma che è un filmato girato da un telefono che inquadra un altro telefono, già in questo caso la qualità video si abbassa di molto probabilmente per non rendere chiare le immagini ed il montaggio grafico fatto.
Come seconda anomalia abbiamo notato che le immagini sembrerebbero ferme, il traffico sopra ed attorno al ponte è immobile, in pratica una foto su cui si è proceduto a creare un movimento, in questo caso il ponte che crolla.
Altro fattore è la mancanza del famoso furgoncino verde della Basko rimasto a pochi metri dal baratro, le immagini in quel punto risultano veramente sgranate ma a noi sembra che del furgone non ce ne sia traccia.


Altro indizio è il crollo vero e proprio della struttura, crolla troppo in fretta rispetto al filmato del dipendente di Ansaldo Energia che mostrava il tratto stradale a levante già crollato ed il pilone accartocciarsi in un secondo momento in tempi relativamente più lunghi.
Troppo in fretta e "troppo ponte", infatti nel video "ricostruito" crollerebbe molto più ponte di quanto effettivamente ha ceduto.
Altro indizio è la nube che si alza subito dopo il crollo che svanisce in pochissimi secondi, sintomo di un artefatto bello e buono.


Ultimo indizio ma è quello più importante è che la situazione attorno al ponte è calma, serena e con un sole che spacca le pietre quando sappiamo invece che era in atto una forte perturbazione che addirittura ha quasi oscurato le telecamere delle Autostrade.

Attenzione alla condivisione di queste notizie, quello che gira in rete all'80% è falso a scopo di lucro, informatevi sempre tramite canali verificati.


La pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico è punita dall'Art. 656 del codice penale con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309. Tenetelo a mente.

Questo il post che chiedeva condivisione assoluta:










giovedì 16 agosto 2018

GENOVA: Perchè il ponte Morandi è crollato? Due ingegneri azzardano ipotesi plausibili

Gli esami sulla struttura saranno molto lunghi. Molti esperti escludono che il ponte possa essere crollato per la forte pioggia o per un fulmine ma il maltempo potrebbe aver contribuito.


"Qui c'è da accertarsi del perché è successo e perché in quel momento. Quindi se e quando ci sono state eventualmente le cause scatenanti. Noi ci sentiamo, ma questa non è una certezza matematica, di escludere qualsiasi tipo di accidentalità perché è un'opera umana e stiamo verificando questo insieme alle forze di polizia giudiziaria". Lo ha detto ai cronisti il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, parlando all'arrivo in prefettura a Genova dopo il sopralluogo effettuato sul luogo della tragedia di Ponte Morandi, sulla quale è stata aperta un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo condotta dai pm Francesco Terrile e Walter Cotugno.“


Perché il ponte è crollato?
Non è possibile al momento sapere perché il ponte sia caduto. Tantomeno ci sono certezze, gli esami sulla struttura saranno molto lunghi e complessi. Molti esperti escludono però che il ponte possa essere crollato per la forte pioggia o per un fulmine (quest’ultima è un’ipotesi fatta anche da alcuni dirigenti della società che gestiva il ponte in seguito ad alcune testimonianze). Ora la priorità è accertarsi che non vi sia più nessun corpo tra le macerie.

"Ipotesi cedimento strallo a mare"
Gli stralli per intenderci sono quei cavi che dal pilone in alto scendono verso la sede stradale e che sorreggono la struttura formando una V rovesciata e che in questo caso erano stati affogati nel cemento. Per l'ingegnere De Vita, proprio uno di questi sarebbe ceduto a causa dello stress generato dal traffico (circa 60mila unità giornaliere) e da una "fatica" del ferro che dopo 50 anni si è fatta sentire e che avrebbe fatto cadere l'intera costruzione. Gli stralli affogati nel cemento non erano diagnosticabili e non era possibile conoscerne l'integrità. Sappiamo però che negli anni '90, 23 anni dopo la costruzione del ponte, il primo pilastro di levante era stato consolidato con nuovi stralli a vista per aumentare la robustezza della struttura.

Da quanto riferisce Autostrade per l'Italia a settembre erano previsti lavori importanti di manutenzione nel lato ponente del ponte, forse proprio un'incremento di cavi come sul pilone di levante.


"Ipotesi perdita appoggio campata centrale"
"Un'ipotesi plausibile, visto il filmato della caduta del ponte, è che si sia persa la campata centrale appoggiata da un lato sulla pila 9 e dall'altro sulla pila rimasta in piedi; che abbia perso l'appoggio sulla pila 9 e quindi sia andata giù eccitando dinamicamente la pila". A parlare con l'Adnkronos è Giuseppe Mancini, in pensione da pochi mesi, già Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, in teoria e progetto dei ponti.

"La pila -dice Mancini- non era progettata per questa condizione estrema e quindi si è rotta". Ma cosa può aver indotto la perdita di appoggio? "La vibrazione indotta dalla combinazione di vento e pioggia, che si manifesta quando c'è pioggia intensa e vento anche non troppo elevato -spiega il professore- Perché l'acqua che cade forma una specie di torrente che si stacca e va a terra; quando si stacca la massa cambia repentinamente e lo strallo oscilla. Queste oscillazioni possono essere aumentate dal vento. Ciò può aver comportato una variazione di geometria; si muoveva la zona di appoggio delle travi, è uscita dall'appoggio ed è caduta da un lato". Se questo fosse il motivo, si tratterebbe, secondo Mancini, di un difetto di progettazione "perchè a quell'epoca nessuno sapeva cosa fosse il fenomeno, scoperto nel ponte di Rotterdam solo successivamente". E sul fatto che si potesse scoprire il problema, il professore non ha dubbi: "Su un ponte con stralli in calcestruzzo non era possibile vederlo, se fosse stato con stralli in acciaio sarebbe stato diverso, perché sono molto numerosi ed a breve distanza", conclude.






GENOVA: Crollo del Morandi, ancora 37 i dispersi. Destinato a salire il numero delle vittime.

PONTE MORANDI - Destinato a salire il numero delle vittime.


Castellucci: "Stando ai dati della Prefettura ancora 37 dispersi, 37 persone che al momento del crollo, in base alle testimonianze, erano in zona e che risultano al momento irrintracciabili da amici e parenti".

Attualmente il bilancio è di 39 morti, 16 feriti di cui 9 in codice rosso. Tra i deceduti tre minorenni: un bimbo di 8 anni e due adolescenti di 12 e 16 anni, Camilla e Manuele Bellasio; Le persone sfollate a causa del crollo sono invece 558.

Tra i dispersi anche un'intera famiglia di Novara che doveva imbarcarsi per l'Isola d'Elba, papà, mamma e figlia che sul traghetto però non sono mai arrivati.


lunedì 4 giugno 2018

PRA' - Restano gravi le condizioni della bambina investita ieri dopo la regata

Genova - La serata di festa per la regata delle Repubbliche Marinare si chiude con un grave incidente: una bambina di 7 anni è stata investita da una moto e trasportata in codice rosso al Gaslini di Genova.


Ancora da chiarire le dinamiche: molto probabilmente durante il deflusso dei tanti tifosi e curiosi dal campo di gara la distrazione. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia locale che hanno preso i rilievi per capire la responsabilità dell’avvenuto.

La bimba comunque non sarebbe in pericolo di vita. Ferito anche il centauro, trasportato anch’egli al pronto soccorso in codice giallo.

GENOVA - Costa Crociere compie 70 anni, concertone di Albano e Romina, The Kolors, Francesco Gabbani e Ermal Meta

GENOVA - 7 luglio, Costa Crociere compie 70 anni: a Genova anche il concerto di Al Bano e Romina; Ma anche Michele Bravi, Elodie, The Kolors, Francesco Gabbani e Ermal Meta. In programma anche i comici, un food district e uno scivolo d'acqua da record. Dove? In via XX Settembre.


Tante attrazioni in un solo giorno – il 7/7 – a Genova per i 70 di Costa Crociere. Alla presentazione della Msc Seaview, sabato, che avverrà in grande stile a Genova e con la quale di fatto Msc supera in flotta il gruppo croceristico con sede a Genova, Costa risponderà a circa un mese di distanza con un evento ricchissimo di appuntamenti: il Costa Zena festival. L’occasione: i 70 anni dalla nascita della compagnia.


In programma uno scivolo d’acqua da record, il concerto di Al Bano e Romina Power, i concerti di Michele Bravi, Elodie, The Kolors, Francesco Gabbani e Ermal Meta in collaborazione con Radio 105, i comici genovesi, Food District con le prelibatezze di bordo, artisti di strada, Peppa Pig e i PJ Masks, mostra di Oliviero Toscani, dj set. Oltre 20 attrazioni gratuite che animeranno fino a notte tarda l’area del centro città tra Via XX Settembre, Piazza De Ferrari, Piazza Matteotti, Piazza Caricamento e il Porto Antico.


Il festival è organizzato grazie alla collaborazione e al patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova. “Per festeggiare alla grande la Liguria e Genova, la città che ci ha ospitato per 70 anni, abbiamo deciso di organizzare un festival straordinario, ricco di attrazioni, concerti, show e occasioni di divertimento eccezionali per ogni fascia di età, tutte concentrate in un unico evento. L’idea è quella di trasformare Genova in una nave da crociera, condividendo con i genovesi le emozioni e la felicità che solo una crociera Costa sa offrire” – ha commentato Luca Casaura, Senior Vice President Global & Strategic Marketing di Costa Crociere.


Per non perdersi neanche un appuntamento del festival, su tutto il percorso da seguire sarà innalzato, tra le vie della città, un gran pavese (la tipica serie di bandiere della tradizione nautica presente su tutte le navi Costa da poppa a prua) lungo ben 1,8 km.

320 metri di puro divertimento e adrenalina invaderanno Via XX Settembre, grazie al più lungo scivolo gonfiabile ad acqua mai costruito in una città nel mondo. Lo scivolo sfrutterà la naturale pendenza della strada permettendo a tutti, da mattina a sera, di provare l’emozione di tuffarsi e scivolare tra i palazzi di Genova. La zona “Solarium in piazza” sarà completata da sedie a sdraio, ombrelloni e servizio bar per chi vorrà godersi un po’ di sole in Piazza De Ferrari.


Davvero eccezionale è il programma degli spettacoli. Si inizia dalla mattina con il divertimento “itinerante” offerto da artisti di strada, acrobati, giocolieri, animatori che si sposteranno in vari punti dell’area del festival. Le mascotte di Peppa Pig e PJ Masks incontreranno i più piccoli, con laboratori e animazioni, durante tutto il corso della giornata.

La stretta collaborazione con Radio 105 garantirà la presenza di tanti super ospiti per una giornata all’insegna del divertimento e della musica. L’evento prenderà il via alle 10.00 in diretta dal truck 105, un vero e proprio studio mobile posizionato in Piazza De Ferrari e dotato di palco dal quale i dj dell’emittente trasmetteranno e intratterranno il pubblico presente.


La sera il festival si concentrerà nella zona del Porto Antico. Sul palco di Radio 105 andrà in scena un grande concerto con alcuni tra gli artisti più amati dai giovani: Michele Bravi, Elodie, The Kolors, Francesco Gabbani, Ermal Meta. Seguirà il gran finale con un coinvolgente dj set che farà ballare tutti fino a notte inoltrata.

Dalle 20.00 alle 22.00, all’Arena del Mare, grande concerto di Al Bano e Romina Power, la coppia di artisti famosa in Italia e nel mondo per aver cantato la “Felicità”. A seguire, alle 23.00 circa, per la prima volta in Liguria, un incredibile show di luci e acqua ammalierà gli spettatori dallo specchio di mare del Porto Antico di fronte a Calata Falcone e Borsellino.


Il Teatro delle Feste del Porto Antico ospiterà dalle 18 gli spettacoli tutti da ridere di Maurizio Lastrico, i Bruciabaracche, Enrique Balbontin e tanti altri comici genovesi.

Il Sindaco di Genova, Marco Bucci, ha dichiarato: “Grazie a Costa Crociere Genova vivrà una giornata di festa condita da grandi eventi alla quale il Comune è fiero di partecipare e collaborare. Festeggiamo 70 anni di una realtà nata nella nostra città, che qui ha ancora la sua sede ufficiale con mille dipendenti e che finalmente nei prossimi mesi tornerà nel nostro porto”. “Costa Crociere è una delle realtà imprenditoriali più importanti della Liguria, un nome che porta il nome di Genova e della nostra regione in giro per il mondo” – dice il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

mercoledì 30 maggio 2018

PORTI - Maersk Line, il servizio lascia il PSA-VTE per il Sech

Genova - Dal 21 giugno le navi arriveranno al Sech.

Genova - A partire da giovedì 21 giugno (con la nave Maersk Senang) il servizio ME2 di Maersk Line scalerà il terminal Sech di Genova e non più al Vte (terminal di Psa).


La rotazione del servizio rimane immutata come segue: Export Genova – Port Said – Jeddah – Salalah – Jebel Ali – Dammam – Al Jubail – Abu Dhabi Import Jebel Ali – Salalah – Jeddah – Port Said – Malta – Port Tangier – Algeciras – Valencia – Barcellona

venerdì 25 maggio 2018

VOLTRI - A Fabbriche armeria G.B. Verrina sotto sequestro, nascondevano anche un evaso dal carcere

FABBRICHE - La Guardia di Finanza di Genova nel corso di indagini mirate al colpire il sommerso occupazionale ha rinvenuto, presso un’armeria sita a Voltri, svariati lavoratori in nero – tra cui un soggetto evaso dal carcere – un poligono abusivo, officine abusive e gravi violazioni in materia ambientale.


Da quanto riporta Genova Quotidiana, durante i controlli all’interno della vasta area, costituita da ex cartiere e nascosta tra la vegetazione di un’ansa del rio Cerusa, è stato individuato un cittadino sloveno, colpito da ordinanza di misura cautelare in carcere per evasione, il quale si nascondeva all’interno della struttura. Inoltre, uno dei locali era stato adibito a poligono abusivo; sono stati infatti rinvenuti bossoli, bersagli crivellati e ulteriori elementi riconducibili a un’assidua attività di tiro. Il poligono si estendeva anche al di fuori dello stabile fino ad arrivare lungo il fiume Cerusa dove sporadicamente si eseguivano test di tiro con armi da fuoco vere e proprie. A riguardo, il proprietario è stato denunciato ai sensi dell’art.57 del T.U.L.P.S. (abusiva accensione di fuochi artificiali) in assoluta carenza di autorizzazioni.


Le ulteriori perquisizioni effettuate presso tutto il complesso hanno fatto emergere oggettive violazioni in tema ambientale: in particolare, sono stati trovati un terrapieno formato da detriti di costruzione e demolizione identificabili in rifiuti di sostanze pericolose per circa 20 metri cubi lungo il rio Cerusa, numerose lastre di amianto, frigoriferi, caldaie, motorini, biciclette, pneumatici, lastre di eternit, fusti in latta e altra tipologia di rifiuti. Nell’antistante piazzale, invece, giacevano veicoli in evidente stato di abbandono, che avvaloravano la tesi del reato di gestione illecita di rifiuti. A seguito di ciò, il proprietario è stato dunque denunciato in violazione dell’art 256 c.2 l. 252/2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata).


Sempre presso le vaste ex cartiere sono state scoperte officine, carrozzerie e magazzini attrezzati con un forno da verniciatura, apparecchiature di vario genere, ponti elevatori, parti di veicoli smontati e numerose parti di ricambio, oltre che carcasse di autovetture, con conseguente denuncia del proprietario ai sensi dell’art. 10 della l.52/92 n.122.


Le attività svoltesi dalle prime luci dell’alba fino a tarda sera – anche con il successivo ausilio della polizia scientifica e dell’Arpal – hanno permesso di sottoporre a sequestro tutti i locali attinenti a tale attività illecita ed è stata altresì richiesta la sospensione della medesima in seguito al rinvenimento di una cospicua presenza di lavoratori in nero.
L'armeria è tutt'ora presidiata dalle forze dell'ordine.

martedì 13 marzo 2018

GENOVA: Esplode la bombola del Gpl in macchina, grave l'autista

San Rocco di Camogli (Genova) – Una forte esplosione e l’auto avvolta dalle fiamme.

Quanto riporta liguriaoggi, un uomo di 70 anni è rimasto gravemente ferito, questa mattina, a causa dell’esplosione avvenuta all’interno della sua auto nel vano che ospita la bombola del gas Gpl che alimenta la vettura. Per cause ancora da accertare la bombola ha preso fuoco e poi è esplosa avvolgendo la vettura con una palla di fuoco.


L’uomo è stato investito dall’esplosione riportando gravi ferite e ustioni su gran parte del corpo. Alcuni residenti hanno immediatamente chiamato i soccorsi e sul posto sono accorsi i mezzi del 118 e dei vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e soccorso il ferito.
L’uomo è stato trasferito con la massima urgenza all’ospedale San Martino di Genova ma potrebbe essere trasferito al reparto grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, specializzato nelle cure delle persone ustionate.
Indagini in corso per stabilire cosa abbia causato l’esplosione e le eventuali responsabilità.

venerdì 9 marzo 2018

LIGURIA: Allerta gialla per temporali

Genova - Come annunciato arriva il maltempo in Liguria nel fine settimana. Arpal ha emesso l’allerta meteo gialla per temporali dalle 20 alla mezzanotte di sabato su tutti i bacini piccoli e medi della regione.

L’eventuale allerta per la giornata di domenica sarà diramata domani in tarda mattinata, quando saranno disponibili i modelli ad alta risoluzione e si potranno effettuare le valutazioni idrologiche.



LA SITUAZIONE: la Liguria sarà interessata da una perturbazione atlantica a cavallo fra sabato e domenica. I primi effetti sulla nostra regione si vedranno già domani: sabato infatti sarà una giornata nuvolosa caratterizzata da piogge sparse e isolati rovesci/temporali. Dal tardo pomeriggio, con l’approssimarsi del fronte, avremo un’alta probabilità di temporali forti o organizzati su tutto il territorio regionale. Domenica le precipitazioni attraverseranno la Liguria da ponente verso levante, con piogge diffuse e rovesci, e un’alta probabilità di temporali forti o organizzati.


Ecco il dettaglio previsionale come da avviso meteorologico:

OGGI, venerdì 09 marzo 2018: nulla da segnalare.

DOMANI, sabato 10 marzo 2018: L’approssimarsi di un fronte atlantico al Mediterraneo determina una intensificazione dei flussi umidi sulla Liguria. A partire dalle prime ore della notte piogge sparse e rovesci o isolati temporali, localmente moderaticon cumulate fino a significative; a partire dal tardo pomeriggio alta probabilità di temporali forti o organizzati.

DOPODOMANI, domenica 11 marzo 2018: Il transito di un fronte atlantico determina dalle prime ore del giorno piogge diffuse e rovesci in rapida estensione da Ponente verso Levante. Sono attese intensità moderate con cumulate elevate; alta probabilità di temporali forti o organizzati. Fenomeni in parziale attenuazione dal pomeriggio a partire da Ponente. Venti forti meridionali su BCE anche rafficati fino a 50-60 km/h.

Terrore su un treno a Chiavari, uomo armato di pistola minaccia i passeggeri

CHIAVARI - Attimi di terrore su un treno regionale a Chiavari.

Un uomo ha minacciato i passeggeri con una pistola, poi si è barricato in bagno. È successo poco dopo le 13 sul regionale 11252 partito da Sestri Levante e diretto Savona.


È stato il capotreno, allertato dai passeggeri, a fermare il treno e chiamare il numero unico d'emergenza 112, chiedendo l'intervento della Polfer. In breve tempo gli agenti di Chiavari hanno raggiunto il vagone e sono riusciti ad arrestare l'uomo.

Alla fine, per i passeggeri, solo paura e disagi. Il treno è rimasto fermo circa un quarto d'ora prima di ripartire verso Levante. Ancora ignoti i motivi del gesto e le caratteristiche dell'arma.


venerdì 2 marzo 2018

METEO: Allerta neve prolungata fino alle 15.00 di domani sabato 3 marzo

Sui Comuni interni del genovesato allerta di colore giallo dalle 6 alle 15 di sabato 3 marzo. L'avviso resta giallo anche per il pomeriggio di venerdì, sino alle 18.

Sembra andare lentamente verso il miglioramento il quadro metereologico sulla Liguria: con la diffusione del bollettino Arpal delle 12, la Protezione Civile regionale ha deciso di estendere i termini dell’allerta per neve anche a sabato mattina, ma soltanto sulle zone della regione considerate più a rischio.


In particolare, ecco come cambia l’allerta:

Sabato 3 marzo
- Zona B, comuni interni: gialla dalle 6 alle 15
- Zone D, E: arancione dalle 6 alle 15


Dal mattino di sabato precipitazioni diffuse a carattere nevoso di intensità moderata su DE e debole su interno di B. Piogge diffuse su AC e costa di B con quantitativi significativi su BC. Fenomeni in attenuazione nel corso del pomeriggio. Dalla mattinata ingresso di venti forti da Nord, di burrasca sui crinali e sulle coste di B. Disagio per freddo su BDE. Mareggiata in scaduta dalle prime ore del mattino su C, molto mosso altrove.



METEO LIGURIA: allarme gelicidio, chiusure e incidenti. Allerta arancione su Genova ed entroterra

GENOVA - È il gelicidio a creare la maggior parte dei problemi in una Liguria alle prese con gli ultimi colpi di coda dell'eccezionale ondata di gelo. La pioggia ghiacciata ha iniziato a cadere a Genova, nell'entroterra e in gran parte del Levante nel tardo pomeriggio di giovedì, provocando diversi incidenti non gravi e la chiusura temporanea di alcuni tratti della A12 e della A15 nello spezzino. Chiusa anche la statale del Bracco.

Intanto non è ancora terminata la fase di allerta neve: dalle 6 del mattino su entroterra padano e settore centrale è di nuovo arancione. Tanti i Comuni che hanno deciso di tenere chiuse le scuole, tra cui Genova, dove le attività didattiche sono sospese per gli studenti (rimangono però aperte per allestire i seggi elettorali, mentre i docenti delle scuole statali non sono tenuti a presentarsi).


GENOVA: ALLARME GELICIDIO - Il Comune di Genova in serata ha lanciato l'allarme gelicidio: "Le precipitazioni in atto, associate alle temperature che si approssimano intorno allo zero, fanno sì che al suolo si creino lastre di ghiaccio che causano forti problemi alla viabilità e pericolo per l’incolumità dei pedoni. Si raccomanda pertanto di limitare al massimo gli spostamenti e di seguire le norme di autoprotezione pubblicate sul sito della Protezione civile comunale". I problemi maggiori si segnalano sulle alture dove il freddo e le forti pendenze creano condizioni di pericolo.

CAOS NELLO SPEZZINO - Il gelicidio, la formazione di ghiaccio sull'asfalto, ha provocato tre incidenti sulla A12 in provincia della Spezia, nel tratto compreso tra i caselli di Brugnato e Deiva Marina. Tra gli incidenti anche un tamponamento a catena senza feriti. Polstrada e Salt hanno deciso così la temporanea chiusura del tratto tra Brugnato e Carrodano per permettere ai mezzi spargisale di entrare in azione per riportare la carreggiata in condizioni di sicurezza. Le auto sono state dirottate sulla strada provinciale, dove però hanno trovato la chiusura della strada del Bracco a causa di un tir finito di traverso, con grandi disagi per i viaggiatori. Chiusa anche l'autostrada A15, in direzione Parma, per le avverse condizioni meteo. Tutti i tratti autostradali sono stati ora riaperti, mentre la statale è rimasta chiusa.


L'ultimo aggiornamento Arpal conferma lo scenario: a Levante e Ponente temperature in salita e ondata di gelo ormai terminata. Ma intorno al capoluogo e nell'entroterra resta aria molto fredda nei bassi strati. Ed è scattato perciò l'allarme gelicidio. Già nel tardo pomeriggio di giovedì si sono moltiplicate le segnalazioni di ghiaccio e galaverna su strade, marciapiedi e linee elettriche. I sindaci dell'entroterra hanno fatto appello a "limitare al massimo gli spostamenti in auto". Anche in alcuni quartieri genovesi la pioggia caduta dopo la neve è congelata a contatto col suolo.

"Ci saranno nuove precipitazioni diffuse dal primo mattino fino alle ore centrali - spiegano i previsori di Arpal - saranno sicuramente nevose all'interno, ma il punto spinoso è capire cosa succederà sulla costa centrale. C'è il rischio di gelate e pioggia ghiacciata. Le precipitazioni potrebbero assumere carattere di rovescio e quindi più difficili da gestire. Nel complesso finirà tutto intorno all'ora di pranzo".


L'ALLERTA NEVE DI VENERDI' NEL DETTAGLIO 
ZONA A (Ventimglia-Noli): nessuna allerta
ZONA B (da Spotorno a Camogli comprese, Val Polcevera e Alta Val Bisagno): nei Comuni costieri allerta gialla fino alle 6, quindi arancione fino alle 15. Nei comuni interni gialla fino alle 6, poi arancione fino alle 15.
ZONA C (da Portofino a Sarzana): nei soli Comuni interni allerta gialla fino alle 15
ZONE D ed E (Valle Stura ed entroterra savonese fino alla Val Bormida, Valle Scrivia, Val d'Aveto e Val Trebbia): allerta gialla fino alle 6, poi arancione fino alle 15.


AGGIORNAMENTI
07.00 -  La situazione meteo in regione dell'Arpal: "Una perturbazione ora sta interessando il centro e il ponente della regione con pioggia e neve a seconda delle diverse temperature.Alta la possibilità di formazione di giaccio, specialemente nell'entroterra. A Genova le temperature variano da -2.2 a un massimio di 4.8 a Sant'Ilario. Nella costa della Spezia si segnalano temperaturecomprese tra i 3 e 5 gradi. Le precipitazioni andranno avanti per tutta la prima parte della mattinata, poi ampie schiarire a partire dall'estremo ponente. Ma già da questa notte e domani dovrebbe tpresentarsi una nuova perturbazione. Forte il vento sulla città di Genova con medie di 60-80 km/h. Mare molto mosso e localmente agitato. Possibile nella giornata il verificarsi di mareggiate tra il golfo del Tigullio e lo spezzino"

06.45 - Inizia a nevicare nel savonese. Fiocchi segnalati a Savona, Albisola, Vado Ligure. A Genova autobus Amt in difficoltà in salita degli Angeli a causa della formazione del ghiaccio sull'asfalto

06.30 - Gelicidio segnalato nelle strade delle alture di Genova. Problemi anche sulla strada a mare Guido Rossa dove anche in questo caso è segnalato asfalto scivoloso. Vento forte a Genova e in molte zone della Liguria.

06.00 - Lavoro intenso nella notte per i vigili del fuoco di tutte le province regionali. Molti interventi sono dovuti al fomarsi di ghiaccio lungo le strade. Sulla strada del Bracco e sul passo del Bocco molti automobilisti sono rimasti bloccati a causa della formazione di ghiaccio lungo l'asfalto. Interventi ripetuti di soccorso da parte dei vigili del fuoco. Segnalati molti incidenti di lieve entità lungo le strade. 

TRENI
Rfi manterrà fino alle 15.00 il livello “emergenza grave” del proprio Piano neve e gelo, garantendo oltre l’80% dell’offerta regionale giornaliera. Nello specifico, sulla linea costiera operativo il 55% dei treni metropolitani Voltri-Nervi e il 90% dei treni Sestri Levante-Savona, sulla Brignole-Arquata cancellati solo tutti i treni con orgine o termine corsa a Busalla, sulla Genova-Acqui operativo il 50% dei servizi, sulla Savona-Torino operativo il 60% dei servizi e tutti i regionali veloci Ventimiglia-Savona-Torino, sulla Genova-Milano confermati i regionali veloci (il treno 2181 avrà orgine da Milano Rogoredo). Sulla tirrenica operativo il 100% dei treni a lunga percorrenza. Tre intercity cancellati tra Genova e Milano.



LE PREVISIONI
VENERDI’ 2 MARZO: peggiora dalle prime ore del mattino con precipitazioni diffuse, a carattere nevoso, anche in forma di rovescio, di intensità fino a moderata nell'interno. Probabile trasformazione delle precipitazioni in pioggia nel corso dell'evento sulla costa di B, con possibilità di gelicidio. Possibili gelate diffuse con episodi di gelicidio anche nelle vallate interne. Venti da Nord di burrasca forte su AB, burrasca su CDE con raffiche fino a 80-90 km/h. Mare fino a loc. agitato su AB, mareggiata su C la sera. Disagio per freddo fino a moderato su ABCDE

SABATO 3 MARZO: nuovo impulso perturbato con precipitazioni diffuse anche a carattere nevoso su DE ed interno di B. Rialzo termico, specie sulla costa. Vento forte da Nord su AB con raffiche fino a 70-80 km/h. Mare localmente agitato al mattino su C. Disagio fisiologico per freddo su BDE.

Approfondimenti
Approfondimento alla notiziaAllerta neve in Liguria, scuole chiuse a GenovaApprofondimento alla notiziaAllerta neve a Genova: mercati, giardini e cimiteri chiusi. Ecco tutte le misure di sicurezza del Coc Approfondimento alla notiziaAllerta neve in Liguria, treni regionali garantiti all'80%